Il 07/01/2012 16:50, Paolo Mantovani ha scritto: > Il 07/01/2012 16:38, M. Manca ha scritto: >> Su questo si è trovato un accordo mentre sullo stabilire una riduzione >> del potere dell'autore (a scrivere un contratto di licenza originale) >> non lo si è trovato e questo è un gravissimo errore. > > Probabilmente non ho capito bene: davvero vorresti limitare/togliere > un diritto fondamentale della persona come il copyright? No, vorrei limitare le possibilità contrattuali e stabilire uno standard mondiale o almeno WTO per le licenze software stabilendo una sorta di "catalogo" di template per le licenze che siano OBBLIGATORIAMENTE ACCETTATE SENZA ECCEZIONI E DISCUSSIONI da tutti i paesi membri ovviamente con l'accordo di opportune categorie che rappresentino gli autori. Quindi l'autore avrebbe la possibilità di scegliere uno dei template del catalogo ma senza la possibilità di apportarvi modifiche. Semplificherebbe la vita di moltissimo soprattutto se tieni presente che vendere/cedere/pubblicare applicazioni software in Europa e negli USA è cosa molto diversa stante le legislazioni diverse peraltro non armonizzate ne tra gli stati UE ne negli stati federati USA. Non per niente la corte distrettuale del Texas occidentale è quella utilizzata per cause concernenti brevetti e licenze software dai "patent trolls". Considera poi che negli USA si possono brevettare le idee ed i software a livello "idea applicativa". Continuando così tra 10 anni ci sarà più giro d'affari per gli avvocati e per i trolls che per chi sviluppa l'economia reale. > Mi sembra inconcepibile. > Come autore di qualcosa l'ultima cosa che vorrei è che una qualunque > entità esterna potesse mettere le grinfie sulla mia opera per imporre > un tipo di licenza piuttosto che un altro. Anche io sono un autore, ho anche un paio di brevetti a mio nome (anche se da dipendente) e sono assolutamente insoddisfatto della protezione che mette a disposizione la SIAE o l'ufficio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Paghi il deposito ma se segnali la violazione non intervengono in alcun modo anzi, paghi pure per il rilascio della copia autentica del deposito nel momento in cui devi trovarti a spese tue un avvocato per promuovere la causa nonostante sia reato penale. E la causa dura da un minimo di 5 anni in su.
Con un sistema di licenze standard la fase processuale si ridurrebbe solo a periziare se l'azienda x ha effettivamente utilizzato illecitamente l'applicazione e non sarebbe necessario ogni volta discutere le eccezioni legali ai termini della licenza.... solo 4 o 5 udienze in meno equivalenti a 8-9 anni di causa. E non sarebbero necessari nemmeno migliaia di pagine di codici in ogni stato tutte diverse e tutte comprensibili solo da avvocati locali e terribilmente costosi. In sostanza la creatività degli autori genera ricavi per avvocati e speculatori e non per gli autori. Cosa te ne fai se dopo 15 anni di causa ti porti a casa 1 milione di €? Ben che vada li lasci in eredità a tuo figlio ma gli avvocati li paghi a tranche in tutti i 15 anni, chi ha utilizzato il tuo sw in 15 anni si è arricchito sicuramente più di te e si è goduto il frutto del suo guadagno illecito e tu magari no. Vedi tu se conviene essere un po meno liberi. Il mio pensiero è abbastanza allineato a quello espresso dall'UNESCO nel documento che ha motivato l'attribuzione al software libero del titolo "patrimonio dell'umanità" e che auspicava proprio un chiarimento mondiale magari sotto egida ONU per mettere a posto sto putiferio. > > saluti > Paolo M > > --------------------------------------------------------------------- > Per cancellarsi: [email protected] > Per informazioni: http://www.openoffice.org/it/ > Archivi: http://mail-archives.apache.org/mod_mbox/incubator-ooo-utenti-it > > >
--------------------------------------------------------------------- Per cancellarsi: [email protected] Per informazioni: http://www.openoffice.org/it/ Archivi: http://mail-archives.apache.org/mod_mbox/incubator-ooo-utenti-it
