Il 11/09/2016 20:15, Aury88 ha scritto:
  sono i criteri e le regole dello stile che devono essere omogenei...ci
saranno sempre zone meglio mappate di altre, ma tutte rispettano gli stessi
requisiti e stili. i friuliani se vogliono potranno inserire il doppio nome
come i sardi...non sarà scorretto e non sarà impedibile.

Ma qui non sarebbe un discorso di zone meglio mappate. Non sarebbe un'assenza del dato dovuto ad una mancata rilevazione. Ma un'assenza dovuta alla precisa scelta di non metterlo. Se il criterio dice che per una certa condizione è possibile mettere due nomi ci sarà chi lo farà e chi no (visto che la regola gli permette di non farlo). Quindi non ci sarà uniformità.

eppure è un discorso spuntato in ML indice che per qualcuno è un parametro
da considerare. non è togliendo la possibilità di scelta che risolvi la
questione imho. la questione si risolve determinando tramite maggioranza
quale sia la metodologia migliore tra tutte quelle proposte.

Si ma visto che le lingue elencate nella legge 482/99 nella realtà dei fatti sono trattate in modo differente (ma da quella normativa non lo si evince), se si mettono delle opzioni legate direttamente alle normative di tutela, uno deve andarsi a studiare tutte le differenti norme per dare un giudizio serio. Ed abbiamo già visto dalla discussione che quelle norme sono interpretabili in modo diverso (per fayor non si tratta di toponimi ufficiali, per Luca Meloni si... eppure fanno riferimento alle medesime normative).
Il cartello invece non si presta ad interpretazioni. O c'è o non c'è.

fammi capire: un sardo che ha i cartelli anche con i nomi nella propria
lingua vivrebbe in maniera peggiore la discriminazione linguistica rispetto
un siciliano che, pur avendo una lingua locale che parla regolarmente, non
ha neanche quei cartelli? mi fai dire che semmai i sardi hanno visto
riconoscere almeno questo diritto mentre i siciliani no. il fatto che in
sicilia non ci siano i cartelli non è necessariamente indice di poca
attenzione, ma del fatto che magari ci sono altri problemi più pressanti,
pochi soldi poca organizzazione...

Lui (il sardo) di sicuro ha la consapevolezza di avere formalmente un diritto (perché è tutelato) che però gli viene negato. Il siciliano potrebbe anche non avere la consapevolezza di avere quel diritto, essendo talmente abituato a non averlo potrebbe non farci nemmeno caso: potrebbe essere uno zio Tom o addirittura far la parte di Samuel L Jackson in Django Unchained... Poi ci sono altre regioni non sfiorate minimamente dalla questione, che son lì che si chiedono il perché di tutto questo casino per una questionuccia del genere...

cosa mi impedisce in quanto unico rappresentante di quelle
comunità locali di mappare secondo i miei criteri e metodologie a
prescindere da cosa si decida in sicilia o in italia o in europa?

Il buon senso, si spera.

ciao
Paolo M

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